Il libro
Fra le tante cose che la nostra moderna società ha perso o sta perdendo c’è anche il saper narrare e il gusto della narrazione. Niente a che vedere con la super informazione da cui siamo bombardati, narrare è piuttosto un atto che ha a che fare con la trasmissione dell’esperienza, con il tramandare valori e visioni. I racconti – come scrive il filosofo Byung-chul Han – sono il nostro punto di ancoraggio all’essere, perché contengono sempre un momento di verità.
Allora questo libro va salutato con entusiasmo, perché rinnova l’avvenimento del raccontare, intrecciando storie che scaturiscono dalla vita ordinaria. Per la maggior parte, infatti, prendono avvio da situazioni che potremmo aver vissuto o conosciuto tutti, ma che ci conducono poi a stupore e sorpresa, ci mettono davanti a quell’elemento imprevisto che ribalta il già noto. C’è di più: il racconto diventa anche musica, perché da alcune storie di questo volume nascono delle canzoni (che poi sono a loro volta narrazioni). Come a dire che il percorso del narrare non si ferma sulla pagina, ma vola alto come le note di queste composizioni. Non aspettate oltre, perciò, il bello sta per cominciare. (Antonella Maraviglia)
L’autore
Sergio Ventrella, architetto, grafico, pittore, vive e opera a Firenze dal 1974. Durante la sua carriera professionale ha curato numerose pubblicazioni scientifiche sui temi dell’urbanistica e della comunicazione ambientale. Nel 2018 ha iniziato a scrivere poesie e racconti brevi, attingendo da storie vissute in prima persona. Ha esordito nella narrativa nel 2023 con Racconti stra-vaganti. Tre storie avvincenti di personaggi che vivono esperienze straordinarie in episodi di vita ordinaria.